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Problemi di lavoro

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Il mobbing

ossia un insieme di comportamenti violenti (abusi psicologici, angherie, vessazioni, demansionamento, emarginazione, umiliazioni, maldicenze, ostracizzazione, etc.) perpetrati da parte di uno o più individui nei confronti di un altro individuo, prolungato nel tempo e lesivo della dignità personale e professionale nonché della salute psicofisica dello stesso. I singoli atteggiamenti molesti (o emulativi) non raggiungono necessariamente la soglia del reato né debbono essere di per sé illegittimi, ma nell'insieme producono danneggiamenti plurioffensivi anche gravi con conseguenze sul patrimonio della vittima, la sua salute, la sua esistenza.

Le questioni legate al mobbing aziendale sono molto delicate perché investono più aspetti. Non ci si limita a problemi di carattere legale (denuncia dei fatti, cause di lavoro in tribunale) ma spesso viene coinvolta la sfera psicologica del lavoratore vessato. I gravi problemi psicologici che quasi sempre accompagnano le vittime di mobbing (problemi che sfociano anche in problematiche di salute legate al fenomeno della somatizzazione) allargano la sfera dei professionisti e delle istituzioni a cui rivolgersi in caso di mobbing aziendale.
Abbiamo quindi varie tipologie di professionisti di riferimento a seconda della gravità, della durata, della tipologia di mobbing e degli effetti (psicologici e medici) che ha sul lavoratore colpito.

Solitamente, al primo manifestarsi di fenomeni riconducibili al mobbing aziendale, molti sopportano o credono di poter gestire da soli la problematica. In realtà in questa fase sarebbe meglio rivolgersi ai Sindacati per una prima segnalazione e per ricevere, se possibile, i primi consigli pratici su come agire.
Qualora non sia possibile o non si voglia passare attraverso i Sindacati, è molto importante chiedere informazioni e consulenza agli appositi Osservatorî sul fenomeno del mobbing istituiti proprio per monitorare un fenomeno molto più diffuso di quanto possa sembrare, dai confini sfumati e dalle modalità subdole.
Come accennato in precedenza, gli effetti di un mobbing aziendale prolungato nel tempo o feroce nei modi possono essere devastanti a livello psicologico, favorendo la comparsa di sintomatologie depressive con perdita di autostima. In questo caso è importante rivolgersi a psicologi specializzati che, naturalmente, non forniscono consigli diretti sul problema mobbing ma si premurano di evitare che gli effetti psicologici nocivi non si sviluppino ulteriormente o che sfocino in somatizzazioni pericolose per la salute. Gli psicologi sono anche utili perché possono produrre certificati validi per provare il nesso causale tra comportamenti di mobbing aziendale e malessere psicologico del lavoratore vittima.
Nei casi più gravi, qualora insorgano patologie legate allo stress da mobbing (ulcere, cefalee, ecc.) occorre rivolgersi tempestivamente dal proprio medico curante che è in grado anche di produrre certificazioni atte ad essere usate in procedimenti giudiziari contro l’azienda che ha posto in essere comportamenti riconducibili al mobbing.
Ovviamente in questa lista di professionisti non devono mancare gli avvocati o gli studi legali (è meglio se sono specializzati nelle tematiche legate al lavoro) i quali possono essere consultati in ogni momento, anche all’insorgenza delle prime avvisaglie di mobbing.


Ci si può rivolgere alla sezione mobbing dei sindacati o alle Consigliere di parità reginale e provinciale:

  • La Consigliera regionale di parità
    Raffaella PALMISCIANO
    Via San Francesco, 37
    34100 – TRIESTE
    TEL. 040 3775150
    e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • La Consigliera provinciale di parità di Trieste
    Gabriella TADDEO
    Via S. Anastasio, 3
    34100 – TRIESTE
    TEL. 040 3798520
    e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Informazioni e chiarimenti sui contratti e sulle pratiche di sostegno al reddito

Tipologie dei contratti di lavoro 

La Direzione Generale della tutela delle condizioni di lavoro svolge attività di informazione, diffusione e monitoraggio a cittadini e imprese della normativa inerente il rapporto di lavoro subordinato e autonomo.

Le attività specifiche consistono in studio e analisi delle tipologie contrattuali e dei relativi istituti come di seguito specificati:

• qualificazione del contratto di lavoro (subordinato - autonomo);
• contratti di lavoro a tempo determinato (decreto legislativo 368/01) e lavoro intermittente;
• lavoro a progetto, occasionale, accessorio;
• disciplina generale dei rapporti di lavoro, anche a contenuto formativo con esclusione dei problemi connessi alle fasi dell'assunzione e del licenziamento individuale;
somministrazione di lavoro;
• rapporto di lavoro cooperativo;
• contratti di lavoro a tempo parziale (decreto legislativo 61/00 e successive modificazioni);
• trasferimento d'azienda e di ramo d'azienda;
• disciplina dell'appalto e del distacco;
certificazione dei rapporti di lavoro.
• lavoro minorile (decreto legislativo 345/99);
lavoro domestico  :   
 - Accordo siglato il 7 febbraio 2013 (formato .pdf 604 Kb) - tabella minimi retributivi fissati dalla Commissione nazionale - decorrenza 1 gennaio 2013
disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Ambasciate, Consolati, Legazioni, Istituti culturali ed Organismi internazionali in Italia;
disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle Ambasciate, Consolati, Legazioni, Istituti culturali ed Organismi internazionali in Italia, aggiornato al 12 ottobre 2011
  - Integrazione alla disciplina delle Ambasciate del 12/10/2011 in materia di assicurazione o assistenza sanitaria dei lavoratori extracomunitari, appartenenti  a quei Paesi che non hanno sottoscritto accordi bilaterali in materia sanitaria.
• soccorso alpino; 
• regime degli orari di lavoro e dei riposi;
• forme di retribuzione;
• sospensioni tutelate del rapporto di lavoro: malattia, infortunio, servizio militare, congedi formativi e altri diritti di assenza, con esclusione di quelli derivanti dalla condizione di lavoratrice madre, lavoratore padre, disabile o parente di disabile;
• trattamento di fine rapporto; documenti di lavoro;
• licenziamenti collettivi e mobilità;
• trasporti su strada;
• disciplina dell'accesso alla professione di consulente del lavoro e della relativa attività;
• problemi applicativi di contratti collettivi nazionali di lavoro e di secondo livello.

Problematiche emergenti in materia lavoristica (formato .pdf 361 Kb)

A chi rivolgersi quando ci fanno firmare le dimissioni prima dell'assunzione, quando ci danno la lettera di licenziamento, quando siamo di fronte ad una condotta antisindacale, o ci fanno un contratto non regolare (con un fuori busta o con mansioni e condizioni diverse da quelle del contratto)?

Ci si può anche rivolgere ad un sindacato (che di solito fornisce servizi minimi anche per i non soci) o allo sportello del lavoro di riferimento del territorio (Provincia di Trieste, contattare l'URP).

 

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