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Procedure e strumenti del collocamento mirato

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Lavoratori disabili

Le persone disabili, disoccupate, in età lavorativa, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45% (accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile), le persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%, le persone non vedenti o sordomute e le persone invalide di guerra e per servizio, che aspirano ad una attività adeguata alla propria capacità lavorativa possono rivolgersi al Centro per l'impiego della propria Provincia e richiedere l'iscrizione presso l'elenco dei lavoratori disabili previsto dalla legge 68/99.

Datori di lavoro

i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori disabili secondo la seguente articolazione:

- 7% dei lavoratori se il datore di lavoro occupa più di 50 dipendenti;
- due lavoratori se il datore di lavoro occupa da 36 a 50 dipendenti;
- un lavoratore se il datore di lavoro occupa da 15 a 35 dipendenti.

Per i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti l'obbligo di avere alle proprie dipendenze persone disabili insorge esclusivamente in caso di nuove assunzioni (art. 3, c. 2 legge 68/99).

Anche i datori di lavoro non soggetti all'obbligo o con obbligo già assolto possono assumere secondo le modalità d'intervento del collocamento mirato.

La legge regionale 18/2005

La legge regionale 18/2005, riservando un'ampia attenzione all'inserimento lavorativo delle persone disabili, ha delineato tutti gli strumenti necessari per la realizzazione di una politica regionale in materia di disabilità.

Sono stati, tra l'altro, individuati tutti gli strumenti regolamentari necessari ad offrire supporto alle imprese per un adeguato inserimento lavorativo, ed ai lavoratori per il raggiungimento di una loro piena integrazione lavorativa e conseguente inclusione sociale. Di seguito vengono riportati i principali strumenti disciplinati.

Le convenzioni

Con deliberazione di Giunta sono state definite le linee generali per la sottoscrizione di convenzioni tra i datori di lavoro e le Province per l'assunzione di lavoratori che presentino particolari difficoltà di inserimento lavorativo.

Attraverso le convenzioni viene determinato un programma per il conseguimento degli obiettivi e vengono stabiliti i tempi e le modalità di assunzione che il datore di lavoro si impegna ad effettuare. In tal modo da un lato si tiene in debito conto la situazione psico fisica del lavoratore da inserire e dall'altra si dà la possibilità al datore di lavoro di dilazionare nel tempo le assunzioni e di preparare quindi l'inserimento.

Il fondo per il diritto al lavoro dei disabili

I datori di lavoro privati possono accedere a forme di agevolazione delle assunzioni a valere su risorse del Fondo nazionale per l'occupazione istituito dalla legge 68/99 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” .

Il Fondo prevede:

- la fiscalizzazione totale, per la durata massima di otto anni, dei contributi previdenziali ed assistenziali relativi ad ogni lavoratore disabile che, assunto ai sensi della legge 68/99, abbia una riduzione della capacità lavorativa superiore al 79 per cento oppure presenti un handicap intellettivo e psichico;
- la fiscalizzazione nella misura del 50 per cento, per la durata massima di cinque anni, per il lavoratore che presentino una riduzione della capacità lavorativa compresa tra il 67 ed il 79 per cento.

Per la gestione del Fondo e per le modalità di concessione ai datori di lavoro delle agevolazioni previste è stato adottato il “Regolamento concernente le convenzioni che prevedono l’accesso alle agevolazioni del Fondo nazionale per il diritto al lavoro dei disabili nonché per la concessione delle agevolazioni medesime” (BUR n. 37 del 14.09.05)

I fondi provinciali

In Friuli Venezia Giulia sono stati istituiti i Fondi provinciali per l’occupazione dei disabili che vengono alimentati dagli importi delle sanzioni amministrative a carico dei datori di lavoro che non adempiono agli obblighi previsti dalla legge 68/99, dai contributi versati per l'ottenimento degli esoneri e da somme stanziate dalla Regione. Con deliberazione della Giunta regionale sono stati definiti i seguenti principali interventi finanziabili con le risorse di tali Fondi ed attivabili attraverso provvedimenti delle Province:

- realizzazione ed adeguamento del posto di lavoro;
- rimozione delle barriere architettoniche;
- interventi da parte dei datori di lavoro diretti alla rielaborazione delle modalità lavorative per renderle adeguate a forme concordate di telelavoro;
- iniziative volte a garantire l’accessibilità al posto di lavoro, la mobilità e gli spostamenti;
- attività di tutoraggio e supporto all’inserimento rivolte a lavoratori per i quali risulti particolarmente problematica la collocabilità;
- attività di tutoraggio svolte anche da dipendenti e tecnici interni all'azienda;
- progetti sperimentali, non rientranti nei precedenti casi, elaborati dagli enti individuati dalla legge 68/1999 (cooperative sociali, consorzi, costituiti come cooperative sociali, altri soggetti la cui attività è ritenuta idonea a contribuire alla realizzazione degli obiettivi della legge), relativi alle persone disabili che presentano particolari difficoltà di inserimento al lavoro;
- convenzioni sottoscritte dalle Province con i datori di lavoro privati, finalizzate all’o ttenimento dei benefici di cui al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, che per carenza di fondi statali non hanno potuto usufruire dei benefici pur avendone i requisiti;
- percorsi personalizzati di integrazione lavorativa;
- convenzioni sottoscritte dalle Province con gli organismi deputati a contribuire alla realizzazione della legge 68/1999;
- progetti promossi e attivati dalle Province.

I percorsi personalizzati di integrazione lavorativa

I percorsi personalizzati di integrazione lavorativa, che si realizzano attraverso l'attivazione di tirocini di formazione in situazione, rappresentano gli strumenti più idonei a garantire il diritto alla formazione, al lavoro ed alla piena integrazione delle persone disabili che presentano particolari difficoltà di inserimento al lavoro.
Con deliberazione della Giunta Regionale (DGR n. 217/2006) sono state definite due tipologie di percorsi che attengono esclusivamente all'integrazione lavorativa:

- tirocinio di formazione in situazione/sviluppo competenze;
- tirocinio di formazione in situazione/assunzione.

I  percorsi personalizzati vengono attivati dalle Province con l'ausilio dei Servizi di Integrazione Lavorativa, istituiti dalla legge regionale 41/96 con il compito di promuovere e realizzare l'inclusione sociale delle persone disabili attraverso l'utilizzo di tali strumenti.



ultimo aggiornamento: mercoledì 13 luglio 2011

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