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Lavoratori provenienti da Paesi extra UE

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Indice dei contenuti
 

Lavoratori già presenti in Italia con regolare permesso di soggiorno

Gli adempimenti necessari per l'assunzione di un cittadino straniero già presente in Italia con regolare permesso di soggiorno valido per lavoro sono gli stessi previsti per i cittadini italiani, cui vanno aggiunti alcuni adempimenti ulteriori quali:

  • la stipula del contratto di soggiorno (modello Q reperibile nel sito del Ministero dell’I nterno);
  • la comunicazione del datore di lavoro, allo Sportello immigrazione, da effettuarsi entro 5 giorni, della data di inizio del rapporto di lavoro con il cittadini straniero;
  • la comunicazione dell’eventuale trasferimento di sede del luogo di lavoro e la relativa decorrenza.

Per maggiori informazioni ed approfondimenti si rinvia al sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

Lavoratori all'estero, oppure in Italia con permesso di soggiorno non valido per lavoro: il sistema delle "quote" e i nulla-osta

Ad eccezione dei casi particolari di seguito indicati, l'ingresso nel territorio italiano di un lavoratore ancora all'estero - oppure la sua assunzione qualora si trovi già in Italia ma con un permesso di soggiorno non utilizzabile o convertibile in quello per lavoro - è possibile solo nell'ambito delle "quote" stabilite annualmente tramite i decreti flussi adottati dal Governo. I decreti flussi stabiliscono il numero massimo complessivo di ingressi in Italia per lavoro subordinato, stagionale e non stagionale.

Alcune quote, relative ad attività lavorativa non stagionale ed in specifici settori sono stabilite in via preferenziale per coloro che provengono da Paesi non appartenenti all'Unione europea che hanno sottoscritto con il Governo italiano accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi di ingresso ed accordi sulle procedure di riammissione.

Vengono riservate quote anche per gli stranieri non comunitari residenti all'estero che abbiano completato programmi di istruzione e formazione nei Paesi di origine ai sensi dell'articolo 23 del T.U. e che siano inseriti nelle apposite liste istituite presso il Ministero del lavoro e della Solidarietà Sociale.

Con l’emanazione del D.P.C.M. 30 novembre 2010 sono stati programmati i contingenti massimi di ingresso dei lavoratori stranieri da adibire ad attività lavorativa non stagionale.

Alla Regione Friuli Venezia Giulia sono state assegnate le seguenti quote:

Tipologia di quota
Gorizia
Pordenone
Trieste
Udine
Totale
Lavoratori di nazionalità predeterminate
29
109
35
105
278
Lavoratori domestici e assistenza alla persona
17
56
74
53
200
Conversioni del permesso di soggiorno
8
39
51
61
159
Lavoratori formati all’estero
0
0
0
0
0
Lavoratori di origine italiana
0
1
0
0
1
TOTALE
54
205
160
219
638

Per quanto attiene agli ingressi per l’anno 2011 di lavoratori stranieri da adibire ad attività stagionali, il D.P.C.M. 17 febbraio 2011 ha stabilito il contingente massimo di ingressi in 60.000 unità di lavoratori subordinati delle seguenti nazionalità: Serbia, Montenegro, Bosnia-Herzwgovina, Rpubblica ex jugoslava di macedonia, repubblica delle Filippine, Kosovo, Croazia, India, Ghana, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Ucraina, Gambia, Niger, Nigeria, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto.

La Circolare del 21 marzo 2011 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha assegnato alla regione Friuli Venezia Giulia le seguenti quote:

 
Gorizia
Pordenone
Trieste
Udine
Totale
Lav. stagionali
5
25
15
55
100

Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo

In attuazione della direttiva 2004/109/Ce relativa allo status di cittadini di paesi terzi di lungo periodo, è stato emanato il D.Lgs n. 3 dell'8 gennaio 2007, finalizzato alla regolamentazione della posizione giuridica nel territorio nazionale degli stranieri titolari di un permesso di soggiorno di lungo periodo rilasciato da altro Stato membro dell'Unione Europea.

Ai cittadini di Paesi terzi soggiornanti di lungo periodo in uno Stato Membro dell’Unione Europea è riconosciuto uno status giuridico particolare che attribuisce loro ulteriori diritti rispetto a quelli riconosciuti ali altri cittadini non comunitari in possesso del permesso di soggiorno. quali la possibilità di entrare in Italia in esenzione del visto, la possibilità di svolgere attività lavorativa subordinata e/o autonoma, la possibilità di partecipare alla vita pubblica locale, negli ambiti previsti dalla normativa vigente.

Il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo può essere richiesto dal cittadino straniero in possesso, da almeno 5 anni, di un permesso di soggiorno in corso di validità, a condizione che dimostri la disponibilità di un reddito minimo non inferiore all'assegno sociale annuo. Tale permesso può essere richiesto anche per i familiari a carico, nel qual caso è necessario dimostrare la disponibilità di un alloggio idoneo e rientrante nei parametri minimi previsti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ovvero che sia fornito dei requisiti di idoneità igienico-sanitaria accertati dall'Azienda sanitaria locale competente.

Per maggiori approfondimenti si rinvia ai siti del Ministero dell’Interno e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Casi particolari di ingresso al di fuori delle quote: categorie specifiche

Al di fuori delle quote stabilite annualmente con il decreto flussi, è possibile l'ingresso e l'assunzione in Italia per alcune categorie di lavoratori stranieri, elencate nell'art. 27 del Testo unico sull'immigrazione e precisamente:

  • a) dirigenti e personale altamente specializzato di società straniere;
  • b) lettori universitari;
  • c) professori universitari e ricercatori;
  • d) traduttori e interpreti;
  • e) collaboratori familiari in casi specifici;
  • f) persone autorizzate a soggiornare per motivi di formazione professionale (tirocini, distacco e trasferimento);
  • g) lavoratori dipendenti da organizzazioni e imprese che operano sul territorio italiano per funzioni e compiti specifici;
  • h) lavoratori marittimi;
  • i) lavoratori dipendenti da persone fisiche o giuridiche straniere con appalti in Italia;
  • l) lavoratori occupati presso circhi o spettacoli viaggianti;
  • m) personale artistico;
  • n) ballerini, artisti e musicisti;
  • o) artisti per impiego in enti musicali teatrali o cinematografici o in televisioni o imprese radiofoniche;
  • p) sportivi;
  • q) giornalisti;
  • r) persone per scambi di giovani o mobilità o alla pari;
  • r.bis) infermieri professionali.

Rientrano tra gli ingressi e le assunzioni al di fuori delle quote anche i docenti di scuole e università straniere operanti in Italia, di cui alla legge 24 maggio 2002, n. 103.

Con circolare del 13 maggio 2008, il Ministero dell'Interno, responsabile delle procedure informatizzate relative agli ingressi dei lavoratori non comunitari, ha stabilito che le richieste di nulla-osta al lavoro relative ai casi particolari sopra descritti siano inoltrate ai competenti uffici solamente in via telematica e con la stessa procedure prevista per gli ingressi contingentati dalle quote. Per ulteriori informazioni, inerenti l'inoltro delle richieste di nulla-osta, si rinvia al sito del Ministero dell'Interno e a quello del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.

"Lettera f)" : Tirocini formativi e di orientamento, distacchi e trasferimenti temporanei

Tra i casi particolari di ingresso e permanenza in Italia al di fuori delle quote stabilite, riveste particolare interesse quello relativo alla lettera f) dell'art. 27 del Testo unico sull'immigrazione, cioè alle persone autorizzate a soggiornare nel nostro paese per motivi di formazione professionale (tirocini, distacco e trasferimento).
I tirocini formativi e di orientamento - istituiti con l'art. 18 della legge 196/97 e disciplinati dal Decreto Ministeriale del 25 marzo 1998, n. 142 - consistono in brevi esperienze presso aziende o enti pubblici ed hanno lo scopo di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro. A grandi linee, il tirocinio formativo e di orientamento trova la sua origine in una convenzione sottoscritta tra un ente promotore (ad es. agenzie per l'impiego, università, istituzioni scolastiche, centri pubblici di formazione professionale. ecc.) e un datore di lavoro, pubblico o privato, che ospita il tirocinante.
L'articolo 8 del decreto interministeriale 142/98 ha esteso anche ai cittadini non comunitari la possibilità di svolgere periodi di tirocinio formativo ed il decreto interministeriale 22 marzo 2006 distingue i casi in cui il rapporto di tirocinio si instauri con cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia (ad esempio quelli con permesso di soggiorno rilasciato per motivi di studio, che possono dunque accedere al tirocinio con le stesse modalità previste per i cittadini italiani) da quelli in cui lo stesso rapporto si debba instaurare con cittadini non comunitari che si trovino all'estero. Per quest'ultimi, la possibilità di fare ingresso in Italia per svolgere un periodo di tirocinio formativo e di orientamento rientra tra i casi particolari di ingresso al di fuori delle quote.
Ai fini dell'ingresso per tirocinio formativo e di orientamento non è richiesto il nulla-osta al lavoro ed il visto d'ingresso per motivi di studio o formazione viene rilasciato direttamente dalla rappresentanza diplomatico consolare, nei limiti di un contingente annualmente determinato con decreto. L'art. 40, comma 9 del regolamento di attuazione del Testo Unico sull'immigrazione prevede però che, prima di richiedere il visto di ingresso all'Autorità consolare competente, i progetti di tirocinio siano preventivamente vistati dalle Regioni e  la Regione Friuli Venezia Giulia, con proprio Regolamento, ha definito la procedura regionale per l'apposizione del visto sui progetti di tirocinio. Tale procedura prevede che sia cura del soggetto promotore sottoporre al Servizio lavoro e pari opportunità della Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità la domanda di apposizione di visto al progetto formativo, secondo le modalità indicate nel Regolamento regionale ed utilizzando la modulistica predisposta allo scopo e messa a disposizione alla voce "modulistica".
Il cittadino non comunitario soggiornante in Italia con permesso di soggiorno per tirocinio formativo e di orientamento potrà poi, eventualmente, convertire il permesso di soggiorno in quello per lavoro subordinato qualora il datore di lavoro presso cui il tirocinio è svolto, o altro datore di lavoro, siano disposti alla regolare assunzione. La conversione è possibile solo nei limiti delle quote annualmente stabilite e della vigenza del decreto flussi di riferimento.
Per richiedere il trasferimento temporaneo o il distacco in Italia di un lavoratore straniero non comunitario - mirato all'avvio un progetto di attività lavorativa a finalità formativa presso organizzazioni operanti in Regione - è invece necessario effettuare richiesta di nulla-osta alle Province. Tale richiesta va effettuata dopo aver sottoposto al Servizio lavoro e pari opportunità della Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità e ricerca la domanda di approvazione del progetto formativo stesso, secondo le modalità indicate nel Regolamento regionale ed utilizzando la modulistica predisposta allo scopo e messa a disposizione alla voce "modulistica".



ultimo aggiornamento: lunedì 04 giugno 2012

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