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Apprendistato

L'articolo 1 del Decreto Legislativo lo definisce "un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani" e individua tre differenti tipologie:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionali
  2. Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca.

 Il Testo Unico sull'apprendistato prevede

1. Il contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, disciplinato dall'articolo 3, può essere stipulato con soggetti dai 15 fino ai 25 anni di età
2. L'apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, disciplinato dall'articolo 4, può essere stipulato con soggetti tra i 18 e i 29 anni di età
3. Il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, disciplinato all'articolo 5, può essere stipulato con soggetti di età compresa tra i 18 e i 29 anni.
Con chi è in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi del decreto legislativo 17 ottobre 2005 n.226 è possibile stipulare il contratto a partire dal diciassettesimo anno di età.

Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale è possibile assumere in apprendistato i lavoratori in mobilità, in relazione ai quali l’art. 7, comma 4 del Testo Unico sull’apprendistato prevede uno sgravio contributivo (rinvio all’art. 25, co. 9 L. 223/1991) e un incentivo economico (rinvio all’art. 8, comma 4 . 223/1991). Inoltre, per i lavoratori in mobilità assunti con contratto di apprendistato valgono le seguenti eccezioni rispetto alla disciplina generale dettata nel Testo Unico:

  • non trovano applicazione i limiti di età;
  • non trova applicazione la disciplina del recesso (prevista per gli apprendisti) che, nel caso di specie, è possibile solo in presenza di una giusta causa o di un giustificato motivo sia durante la fase formativa sia al termine della stessa.


Collocamento mirato

Il collocamento mirato consiste in un insieme di strumenti quali:

  • supporto che permette un'adeguata valutazione delle persone, degli ambienti e delle relazioni interpersonali sui luoghi di lavoro;
  • incentivi sotto forma di sgravi contributivi e di rimborsi spese;
  • sperimentazioni attraverso riqualificazioni e tirocini;
  • convenzioni, che rendono di fatto la disciplina del collocamento mirato più adatta a perseguire la reale armonizzazione tra le esigenze delle imprese e quelle dei lavoratori diversamente abili, nell’ottica di una maggiore effettività del diritto al lavoro di tali soggetti.

I soggetti direttamente interessati sono:

- Diversamente abili

  • persone affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e portatori di handicap intellettivo che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%;
  • persone invalide del lavoro con un grado di invalidità superiore al 33%;
  • persone non vedenti o sordomute di cui alle leggi 381 e 382/1970;
  • persone invalide di guerra, invalide civili di guerra ed invalide per servizio, con minorazioni ascritte dalla prima all’ottava categoria di cui alle tabelle annesse al T.U. delle norme in materia di pensioni di guerra.

- Altre categorie

  • Orfani e coniugi superstiti di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio e soggetti equiparati (i coniugi ed i figli superstiti di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di servizio, di guerra, di lavoro);
  • Profughi italiani rimpatriati e vittime del terrorismo;


Diritto e dovere all'istruzione

L’obbligo di istruzione può essere assolto nel sistema scolastico o nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (Capo III del Decreto Legislativo 17 ottobre 2005 n. 226).

Dopo il primo ciclo di studi (scuola primaria e secondaria di primo grado) è possibile scegliere fra: L’obbligo di istruzione può essere assolto nel sistema scolastico o nei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (Capo III del ).Dopo il primo ciclo di studi (scuola primaria e secondaria di primo grado) è possibile scegliere fra:

  • Conseguimento del diploma al liceo;
  • Qualifica professionale (istituti professionali e formazione professionale in azienda anche con l’alternanza scuola lavoro);
  • Contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione;


Formazione professionale

Ai corsi di formazione professionale possono partecipare:

  • Giovani e adulti in cerca di occupazione che hanno assolto l'obbligo scolastico;
  • Giovani o adulti “occupati”, intesi come persone che svolgono un'attività lavorativa remunerata;
  • Studenti;
  • Extracomunitari regolarmente ammessi in Italia per ragioni di lavoro o di formazione, nell'ambito degli accordi internazionali e delle leggi vigenti;
  • Soggetti in condizione di svantaggio fisico e/o mentale; persone detenute in carcere ex detenute, o in regime di semilibertà;
  • Lavoratori in cassa integrazione o in liste di mobilità;
  • Lavoratori che necessitano di riqualificazione o aggiornamento professionale, sia che si tratti di lavoro subordinato,  che di lavoro autonomo, o ancora di prestazioni professionali o di lavoro associato.


I giovani e il lavoro

L'apprendistato è disciplinato dal Decreto Legislativo 14 settembre 2011 n.167, detto appunto Testo Unico dell'Apprendistato.
L'articolo 1 del Decreto Legislativo  lo definisce  "un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani" e individua tre differenti tipologie:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionali
  2. Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca.


Poi c'è il tirocinio formativo, che consiste  in un periodo di formazione pratica presso un'azienda o un ente pubblico.
Il tirocinio formativo è promosso in favore di coloro che hanno già assolto il diritto-dovere di istruzione e formazione, e mira ad agevolarne l'inserimento nel mercato del lavoro attraverso un'esperienza professionale presso un'azienda o un ente pubblico. Per molti giovani appena usciti dalla scuola o dall’Università, costituisce un valido strumento per accrescere la conoscenza del mondo del lavoro e per arricchire la propria professionalità. E’ uno strumento vantaggioso anche per l'azienda che può utilizzarlo per la selezione del personale in vista di eventuali assunzioni. Esso infatti non si configura come un rapporto di lavoro, non prevede una retribuzione, né l'obbligo di assunzione finale del tirocinante

Esistono poi i piani per l’inserimento professionale (Pip), che si configurano come un rapporto di lavoro subordinato. Si tratta di uno strumento per agevolare l'ingresso nel mercato del lavoro, attraverso la possibilità di svolgere un'esperienza di lavoro e formazione in azienda, con caratteristiche simili ai tirocini.
Possono accedervi i giovani in cerca di prima occupazione, con età compresa tra i 19 e i 32 anni, elevabili a 35 anni per i disoccupati di lunga durata.


All’estero  

Per chi desidera completare all’estero la propria formazione, eventualmente integrandola con esperienze lavorative, l’Unione Europea mette a disposizione diversi servizi: 

  • Ploteus, il portale delle opportunità di apprendimento nello spazio europeo, con informazioni anche su programmi di scambio e borse di studio (Erasmus, Leonardo da VinciTempus);
  • Eures, che mette a disposizione offerte d’impiego aggiornate in tempo reale in 31 Paesi europei, Curriculum Vitae dei candidati interessati, informazioni necessarie per vivere e lavorare all’estero;
  • Fedora, il forum europeo degli studenti, con incontri periodici aperti a tutti sulla formazione e l’orientamento al lavoro. 

Dispositivi europei per favorire la mobilità dei cittadini, studenti e lavoratori, in Europa

Europass è un portafoglio di documenti pensato per facilitare la mobilità geografica e professionale dei cittadini europei mediante la valorizzazione del patrimonio di esperienze e conoscenze teorico-pratiche acquisite nel tempo.

Eqf - European qualifications framework è un sistema di correlazione e comparazione delle qualificazioni tra Paesi che consente di mettere in relazione e posizionare, in una struttura a otto livelli, i diversi titoli (qualifiche, diplomi, certificati ecc.) rilasciati nei Paesi membri

Ecvet – European credit system for vocational education and training è un sistema europeo di crediti per l’istruzione e la formazione professionale Un dispositivo per facilitare il trasferimento e la capitalizzazione dei risultati dell’apprendimento (conoscenze, abilità e competenze) di una persona che passa da un contesto di apprendimento ad un altro e/o da un sistema di qualifica ad un altro.

Eqavet - European quality assurance in vocational education and training - Il Quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della formazione professionale (Eqavet) del giugno 2009 è uno strumento per gli Stati membri per promuovere, su base volontaria e attraverso principi e linee guida, il miglioramento continuo dei sistemi di istruzione e formazione professionale (Ifp).

 

Il lavoro e gli immigrati

Lo straniero extracomunitario può dunque accedere al mercato del lavoro italiano esclusivamente grazie alla richiesta nominativa o numerica presentata dal datore di lavoro in relazione ad un posto di lavoro già disponibile. Il datore di lavoro che ha ottenuto il nulla osta al lavoro dallo Sportello Unico per l’immigrazione, informa il lavoratore straniero del rilascio dello stesso, affinché questo richieda il visto di ingresso. La rappresentanza diplomatica o consolare comunica allo straniero la proposta di contratto di soggiorno per lavoro, rilascia il visto, comprensivo del codice fiscale, entro 30 giorni dalla data della richiesta del visto, dà comunicazione di tale rilascio al Ministero dell’interno, all’Inps e all’Inail, e infine informa lo straniero dell’obbligo di presentazione allo SU entro 8 giorni dall’ingresso in Italia. Il lavoratore straniero, avrà 6 mesi di tempo per richiedere il relativo visto d’ingresso e, una volta giunto in Italia, dovrà presentarsi entro 8 giorni allo SU competente per ritirare il codice fiscale e sottoscrivere il contratto di soggiorno e compilare il relativo modulo per la presentazione della domanda di permesso di soggiorno per motivi di lavoro. La domanda andrà poi spedita alla Questura, che ha il compito di provvedere alla consegna del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.Una volta regolarmente assunto, il lavoratore extra-UE gode dei medesimi diritti e doveri dei lavoratori italiani. La perdita del lavoro prima della scadenza del permesso di soggiorno gli da’ diritto, fino alla scadenza naturale del permesso, di iscriversi nelle liste provinciali per accedere ai servizi di inserimento lavorativo. Sul punto, va sottolineato che la recente Riforma del Mercato del lavoro (Legge 92/2012) ha esteso da 6 mesi ad un anno il periodo in cui lo straniero può essere iscritto nelle predette liste di collocamento (indipendentemente dalla scadenza del permesso di soggiorno.


Lavorare nel settore turistico

Per quanto riguarda le professioni legate al turismo, sono le Regioni ad autorizzare l'esercizio dell'attività. Si tratta di un’autorizzazione che, fatta eccezione per le guide turistiche, ha validità su tutto il territorio nazionale.

Per alcune professioni legate al turismo, come nel caso della guida, ad esempio, sono istituiti presso le province appositi elenchi professionali presso i quali l’operatore è tenuto a iscriversi. Per maggiori informazioni è opportuno contattare la propria provincia di riferimento.


Lavorare nelle istituzioni europee

La selezione del personale impiegato presso le istituzioni dell’Unione europea avviene attraverso concorsi generali che non seguono uno scadenzario preciso, perché vengono organizzati in base al fabbisogno delle istituzioni.

I concorsi generali banditi dalle istituzioni europee vengono divulgati tramite la pubblicazione su giornali degli Stati membri, su siti internet, nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie C A) e anche sul sito web dell'Ufficio europeo di selezione del personale.

La Commissione europea assume agenti temporanei e agenti contrattuali per lo svolgimento di mansioni per le quali non è necessario bandire un concorso. In questi casi, la durata dei contratti di lavoro può variare da poche settimane a diversi anni. Sul sito della Direzione generale “Personale e amministrazione” della Commissione europea è perciò possibile inserire online il proprio curriculum vitae e aggiornarlo periodicamente per candidature spontanee. Clicca qui.


Lavoro accessorio

 

Limite economico: i compensi complessivamente  percepiti dal prestatore non possono superare i 5.000 euro nel corso di un anno solare, con riferimento alla totalità dei committenti. 
Le prestazioni rese nei confronti di imprenditori commerciali o professionisti, fermo restando il limite dei 5000 euro, non possono comunque superare i 2.000 euro per ciascun committente.

Soggetti interessati: possono essere svolte da qualsiasi soggetto (disoccupato, inoccupato, lavoratore autonomo o subordinato, full-time o part-time, pensionato, studente, percettore di prestazioni a sostegno del reddito) per qualunque tipologia di attività, nei limiti del nuovo compenso economico previsto.   La sola eccezione riguarda il settore agricolo in cui il lavoro occasionale accessorio è  ammesso per :

  • aziende con volume d’affari superiore a 7.000 euro esclusivamente tramite l’utilizzo di specifiche figure  di prestatori (pensionati e giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell’anno se regolarmente iscritti ad un ciclo di studi presso l’università) per lo svolgimento di attività agricole di carattere stagionale;
  • aziende con volume d’affari inferiore a 7.000 euro che possono utilizzare qualsiasi soggettoin qualunque tipologia di lavoro agricolo, anche se non stagionale.

 

I  committenti pubblici possono essere gli utilizzatori delle prestazioni di lavoro occasionale accessorio, nei limiti previsti dalle disposizioni di spesa relative al personale nonché ai vincoli stabiliti, eventualmente, dal patto di stabilità interno.
Alla luce della nuova normativa gli enti pubblici possono utilizzare i buoni lavoro per qualsiasi attività. 

 

Per quanto attiene i lavoratori stranieri, l’importante innovazione consiste nell’inclusione del reddito da lavoro accessorio ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno.


Lavoro all'estero

Per  lavorare in uno dei paesi dell'Unione Europea sono disponibili una serie di strumenti e servizi nati per  facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro. 

  • Eures: ha lo scopo di fornire servizi ai lavoratori e ai datori di lavoro nonché a tutti i cittadini che desiderano avvalersi del principio della libera circolazione delle persone. I servizi prestati sono di tre tipi: informazione, consulenza e assunzione/collocamento (incontro domanda/offerta);
  • Nell’ottica di una formazione continua (Lifelong Learning),  l’UE ha sviluppato per il periodo 2007-2013, una serie di progetti rivolti a tutti coloro che vogliono accrescere le proprie competenze effettuando un periodo di formazione all’estero.

Inoltre, grazie alla presenza di ambasciate e consolati in ogni nazione, viene garantita la protezione contro la violazione dei diritti fondamentali e della limitazione o la privazione della libertà personale  nonché l’assistenza d'emergenza e l’aiuto nell'individuazione dei membri della famiglia nel luogo in cui il cittadino decide di intraprendere un’attività lavorativa o di formazione.

Per facilitare la possibilità di lavorare fuori dall’Unione Europea esistono invece una serie di organizzazioni e servizi  che, oltre a tutelare le condizioni dei lavoratori, monitorano costantemente le offerte di lavoro provenienti da ogni nazione.

  • LIE - Lista italiani all'estero: è il nuovo servizio sperimentale realizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per i cittadini italiani che intendono lavorare all'estero e per le aziende che desiderano assumerli. 
  • Cè poi il sito Informa giovani, in cui è possibile inserire il proprio curriculum, consultare le offerte di lavoro e di formazione, le borse di studio e le nuove possibilità per l'imprenditoria giovanile.


Lavoro domestico

 Questa  prestazione lavorativa può avvenire in tre diverse modalità:

  • Il servizio intero: cioè quello in cui il lavoratore  si inserisce stabilmente nella famiglia in cui presta servizio, usufruendo di vitto e alloggio;
  • Il mezzo servizio: quando svolge il lavoro domestico per almeno quattro ore al giorno;
  • Il servizio saltuario:  se l’attività richiesta al lavoratore ha carattere discontinuo e saltuario. La retribuzione a questo tipo di prestazione può essere effettuata attraverso i “Buoni lavoro” del lavoro domestico (secondo quanto previsto dalla Circolare  Inps n. 44 marzo 2009)

 

Lavoro femminile

La Riforma ha introdotto degli incentivi economici all’assunzione di queste. In particolare, è prevista una riduzione pari al 50% dei contributi posti a carico del datore di lavoro, per l’assunzione di:

  • donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti dei fondi strutturali UE e nelle aree di cui all’art. 2, punto 18, lettera  e) del regolamento 800/2008 della Commissione Europea, che sono individuate di anno in anno con apposito decreto dai ministeri del Lavoro e delle Politiche sociali e da quello dell’Economia e delle Finanze;
  • donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

La suddetta agevolazione è concessa per un massimo di 12 mesi in caso di assunzione a termine, elevati a 18 in caso di trasformazione del contratto da tempo determinato a tempo indeterminato o nel caso di assunzione ab origine a tempo indeterminato.


Lavoro marittimo

Obiettivi della Convenzione adottata ne febbraio 2006 a Ginevra l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil):

  • gestire la globalizzazione e garantire condizioni di concorrenza più eque;
  • rafforzare la sicurezza marittima (l’80% degli incidenti marittimi sono riconducibili ad errori umani);
  • accrescere l’attrattività della professione.

Chi desidera lavorare su una nave come Gente di mare deve rivolgersi agli appositi uffici di collocamento che si trovano presso le Capitanerie di porto. 


Lavoro nella pubblica amministrazione

Non ci sono limiti di età per partecipare a un concorso per l’assunzione nella Pubblica amministrazione, ma di volta in volta, tramite bando, vengono individuati i soggetti a cui è rivolta la ricerca e i requisiti richiesti.  


Lavoro nello spettacolo

Le Agenzie del lavoro, specialistiche o meno, indirizzano il lavoratore dello spettacolo verso le imprese che assumono e, di conseguenza, aiutano le aziende nella ricerca di personale qualificato. 

Per quanto riguarda la formazione, invece, sono stati istituiti presso le Università corsi di Laurea in Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo (Dams). Anche per il mondo dello spettacolo lo stage  rappresenta spesso il primo punto d’incontro fra azienda e lavoratore.


Libretto formativo

Il libretto formativo è uno strumento di valorizzazione della persona che volontariamente sceglie di utilizzarlo, e risponde a tre obiettivi principali:

  • fornire informazioni sul soggetto e sul suo curriculum di apprendimento formale, non formale e informale, per la ricerca di un lavoro, per la mobilità professionale e per il passaggio da un sistema formativo all’altro;
  • rendere riconoscibili e trasparenti le competenze acquisite e sostenere in questo modo l’occupazione e lo sviluppo professionale;
  • orientare gli individui nelle scelte di vita e nei progetti professionali.


Sicurezza sul lavoro

La prevenzione riduce i costi umani degli infortuni, per questo è necessario partire dall’assunto in base al quale la sicurezza e la salute dei lavoratori sono fondamentali per il miglioramento dei processi lavorativi, diventando anche un’opportunità di successo aziendale. Tra i settori maggiormente colpiti da incidenti sul lavoro vi sono in particolare l’agricoltura, l’edilizia, i poli industriali, il tessile e i lavori portuali. Il fenomeno è tra l’altro molto più frequente tra i lavoratori stranieri . Le differenze di genere impongono ai datori di lavoro di variare la programmazione e attuare misure protettive efficaci: si deve tener conto del tipo d’impiego richiesto alle donne e agli uomini e delle diversità nelle condizioni di rischio. Bisogna inoltre considerare i problemi di discriminazione che colpiscono le donne sul lavoro e nella società, favorendo pari diritti.

Per saperne di più visita il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali alla sezione Sicurezza sul lavoro.


Somministrazione di lavoro

Il lavoro somministrato, ex lavoro interinale o temporaneo (introdotto dalla L. 196/97), è un contratto in base al quale l'impresa (utilizzatrice) può richiedere manodopera ad agenzie o intermediari specializzati (somministratori), a tempo determinato o indeterminato.

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