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Il malditesta

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La cefalea colpisce in genere più le donne che gli uomini. Questa affermazione è vera soprattutto per l'emicrania, malattia che colpisce il 18% delle donne.

Fino ai dodici anni bambini e bambine ne soffrono allo stesso modo. Subito dopo la pubertà l'incidenza della malattia sale nel sesso femminile fino a diventare tre volte superiore rispetto a quello maschile. Durante il periodo riproduttivo della donna (cioè dalla pubertà alla menopausa) l'emicrania affligge addirittura 1 donna su 4. Poi, dopo la menopausa l'intensità e la frequenza dell'emicrania tendono a ridursi ed in taluni casi la malattia scompare del tutto. Bastano questi dati sommari per dimostrare come il ciclo ormonale femminile rappresenti una variabile importante nella storia naturale dell'emicrania.

 

Vi capita mai di avere un forte mal di testa dopo aver mangiato e soprattutto bevuto?
Questo è molto frequente in particolare nei soggetti che soffrono di emicrania, i quali sanno già la sera prima cosa li attenderà all'indomani in caso di eccessi.
E' importante conoscere i cibi e gli alimenti a rischio ma non dimenticate che si tratta solo di fattori scatenanti del mal di testa. La causa vera è invece nella predisposizione genetica che viene smascherata dalle "abbuffate".

Cibi nemici

In primo luogo c'è l'alcool: superalcolici, vino rosso (anche se molti sono più sensibili al vino bianco), birre ad elevata gradazione. L'alcool è un potente vasodilatatore ed i soggetti emicranici sono molto sensibili a tutte le sostanze che tendano a dilatare i loro vasi cerebrali già particolarmente predisposti a farlo.

Ma tra i nemici figurano anche formaggi stagionati, frutta secca, cibi della cucina cinese (ricchi di glutammato monosodico), cioccolato. E secondo alcuni, gli agrumi.

Per vino rosso, formaggi stagionati e cioccolato la sostanza scatenante sembra essere la tiramina, presente in discreta quantità in questi alimenti.

Il consiglio è quello di limitarsi nella assunzione di questi cibi. Ma attenzione a non esagerare! Una dieta varia è raccomandabile a tutti. Evitiamo di far sentire il paziente con mal di testa ancora più limitato aggiungendo diete rigorose. Sembra più ragionevole consigliare al paziente di evitare gli eccessi di questi cibi. La moderazione sembra più opportuna dell'astinenza.

E i cibi consigliati? Forse quelli ad alto contenuto di vitamina B2 e coenzima Q10, sostanze importanti nella prevenzione dell'emicrania. Ma dovremmo assumerne enormi quantità. E' invece consigliabile a volte l'uso del caffè. Questo è ben noto a chi soffra di emicrania o di una bizzarra forma di mal di testa solo notturno ( cefalea ipnica ) che trovano in una tazza di caffè un buon rimedio per il proprio mal di testa. Ricorda però che l'eccesso di caffè può avere effetti opposti!

Eccessi a tavola

E’ meglio che il paziente con mal di testa abbia una alimentazione regolare in tutti i sensi. Questo non vuol dire solo limitarsi in taluni cibi con possibile effetto scatenante ma anche evitare i pasti troppo abbondanti o, al contrario, il digiuno. Sarebbe importante rispettare l’orario dei pasti, anche se è spesso difficile da attuare nella vita che abitualmente conduciamo.

L’aumento di peso fa peggiorare l’emicrania. E’ quanto emerge da uno studio condotto da Bigal su oltre 30.000 individui negli Usa. Il 75% dei pazienti obesi soffre di mal di testa ed esiste un legame tra obesità e sviluppo di cefalea cronica. Gli autori americani dimostrano che l’aumento dell’indice di massa corporea causa un aumento della frequenza e della severità degli attacchi anche negli emicranici, aumentandone la disabilità. Il meccanismo sembra essere quello del il rilascio di sostanze vasodilatatrici (come il CGRP) e pro-infiammatorie (come la IL-6 ed il TNFα) da parte delle cellule adipose che induce un peggioramento nel paziente già emicranico.

Il peso corporeo è da sempre un possibile problema per il paziente emicranico. Ad esempio, la maggior parte delle cure per la prevenzione dell’emicrania possono provocarne un aumento. Non solo. Nel caso in cui sia presente anche ansia e depressione, patologie non di rado associate all’emicrania, l’appetito ed il peso possono aumentare anche per l’effetto della terapie specifiche per questi disturbi. Lo studio di Bigal sottolinea quindi pertanto un altro problema, finora sconosciuto, del soggetto in sovrappeso: il fatto cioè che l’obesità non solo mette a rischio la salute sotto il profilo cardiovascolare ma può anche peggiorare la qualità della vita del paziente dal punto di visto della disabilità emicranica.

Nella scelta delle terapie preventive dell’emicrania il medico dovrà pertanto prestare attenzione al peso corporeo del paziente per evitare indesiderati aumenti ponderali che rappresenterebbero, paradossalmente, un fattore di peggioramento dell’emicrania.

Inquinamento indoor

All'origine del mal di testa possono esserci anche abitudini domestiche apparentemente innocue. Certi detersivi aggressivi e maleodoranti, cere per pavimenti, vernici, possono produrre vapori che, inalati, favoriscono l'insorgere della cefalea, così come l'aria viziata. O anche aromi e profumi troppo pungenti, illuminazione troppo forte, rumori fastidiosi.

Condizioni meteorologiche

Nelle persone meteoropatiche, sulle quali i cambiamenti di clima hanno effetti fastidiosi, un forte vento che comincia a soffiare all'improvviso, un brusco calo o rialzo della pressione atmosferica, l'avvicinarsi o lo scoppio di un temporale, possono avere tra gli altri effetti quello di scatenare il mal di testa.

Inquinamento dell'aria

Sono più di uno gli elementi inquinanti presenti nell'aria che respiriamo capaci di provocare il mal di testa o di favorirne l'insorgere. Il più diffuso di tutti è il monossido di carbonio.

E' un gas senza odore e senza colore e la cui presenza nell'ambiente è difficilissima da stabilire. Si forma ovunque ci sia qualcosa che bruci, dalla sigaretta alla benzina dell'auto, dal camino allo scaldabagno a gas, dal fornello alla centrale termoelettrica. La sua pericolosità è dovuta al fatto che si lega all'emoglobina del sangue molto più facilmente dell'ossigeno. Perciò, se in un ambiente sono presenti ossigeno e monossido di carbonio, il sangue preferisce unirsi al secondo e l'organismo senza ossigeno va incontro all'asfissia, che può portare alla morte. Con una presenza di monossido di carbonio dello 0,05 per cento nell'aria respirata si comincia ad avvertire una leggera cefalea. Se però si svolge un'attività fisica intensa o si rimane a lungo nell'ambiente inquinato si potrà avere cefalea forte, irritabilità, stato confusionale, disturbi visivi, nausea, vomito e stordimento.

L'ozono è un gas utile e dannoso allo stesso tempo. E' utile quello che si trova negli alti strati dell'atmosfera, perché ferma le radiazioni ultraviolette del sole, che sono pericolose per l'uomo. E' dannoso quando si trova a livello del suolo, dove viene assorbito dagli esseri viventi. Al suolo si forma per l'azione dei raggi solari sull'ossido di azoto, un gas che si forma dovunque c'è qualcosa che brucia, e anche sugli idrocarburi, tutte sostanze provenienti dai motori delle auto e dalle centrali termiche. L'ozono irrita le vie respiratorie e provoca forme di asma, oltre che attacchi di cefalea.

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