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Domanda occupazionale di competenze informatiche non trova risposte

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In Europa il 90 per cento delle opportunità lavorative richiede competenze informatiche. In particolare due terzi dei lavori Ict non riguardano l’industria informatica. Secondo una stima ufficiale, la mancanza di tali profili creerà, entro il 2020, 900mila posti di lavoro, che non potranno essere occupati per l’assenza di un’offerta sufficientemente qualificata.


A scattare questa istantanea, riguardante il Belpaese, è Debating Europe (www.debatingeurope.eu), la piattaforma online, formata da differenti attori sociali (associazioni, istituzioni ecc.), come ad esempio il Parlamento di Bruxelles, che promuove il dibattito su tematiche europee.


I dati di Debating Europe
All’interno di un post, pubblicato recentemente sul sito, gli esperti si domandano se la scienza informatica debba essere insegnata fin dai primi anni di vita. Secondo i dati raccolti da Debating Europe, sebbene, a causa della crisi, la disoccupazione continui ad aumentare, l’occupazione riguardante il settore dell’Information and communication technologic sarebbe cresciuta del 4 per cento negli ultimi 10 anni. Dati che non fanno ben sperare, per via della insufficiente preparazione del nostro continente in tale ambito.


L’importanza del coding
La raccolta di questi dati ha portato gli esperti a porre l’accento sull’importanza del “Coding” nelle scuole, vale a dire dell’insegnamento della programmazione, sotto forma di gioco, ai bambini della scuola primaria.
Malgrado queste considerazioni oggi, spiega Debating Europe, solo il 15 per cento delle scuole europee offre un piano didattico informatico ben strutturato. La carenza di infrastrutture adeguate e la bassa percentuale di personale qualificato sarebbero le principali cause di tale malessere. Dalla ricerca della piattaforma europea emerge che il 63 per cento delle strutture scolastiche non ha strumenti sufficienti per l’insegnamento Ict, come la connessione internet a banda larga. Mentre nella scuola secondaria è meno del 30 per cento degli insegnanti ad avere familiarità con le tecnologie digitali.


I passi avanti
Al momento, secondo il quadro di Debating Europe, nel nostro continente l’insegnamento del coding sarebbe obbligatorio solo in Bulgaria, Cipro, Grecia, Repubblica Ceca, Regno Unito (i bimbi iniziano a 5 anni), Portogallo e Polonia. In Italia, Danimarca, Estonia, Lituania e Irlanda queste lezioni sarebbero, invece, facoltative. I dati relativi lo Stivale non sono quantitativi, ma richiedono integrazioni: basti pensare al successo che nel nostro Paese hanno avuto iniziative come Programma il Futuro (ideato dal Miur insieme al Cini), alla numerosa partecipazione alla Europe Code Week di ottobre 2014 e alla successiva “Ora del Codice” di Code.org, nel dicembre scorso.

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